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Ricongiungimento familiare: guida passo dopo passo​

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Vivere in Italia senza la propria famiglia è una delle parti più difficili dell’esperienza migratoria. Il ricongiungimento familiare permette allo straniero regolarmente soggiornante di far arrivare in Italia coniuge, figli e, in alcuni casi, genitori a carico. È un diritto riconosciuto dalla legge, ma richiede di seguire una procedura precisa, con requisiti su reddito, alloggio e documentazione. Ecco come funziona, passo dopo passo. Chi può fare domanda Può richiedere il ricongiungimento lo straniero extracomunitario che possiede uno dei seguenti titoli di soggiorno: Permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo Permesso di soggiorno valido da almeno un anno per lavoro subordinato o autonomo, protezione internazionale, motivi familiari, studio o ricerca In molti casi è richiesto anche un periodo minimo di soggiorno legale continuativo in Italia, oltre alla validità del permesso stesso: è quindi importante verificare la propria posizione prima di avviare la pratica. Chi può essere ricongiunto Non tutti i parenti rientrano nella procedura. La legge ammette: Il coniuge maggiorenne, non legalmente separato (anche partner unito civilmente) I figli minorenni, compresi quelli nati fuori dal matrimonio o del coniuge, con il consenso dell’altro genitore quando previsto I figli maggiorenni a carico, se totalmente inabili al lavoro I genitori a carico, quando non hanno altri figli nel paese d’origine, oppure ultrasessantacinquenni se gli altri figli non possono sostenerli per gravi motivi di salute documentati I requisiti di reddito e alloggio Il reddito minimo richiesto è calcolato sull’importo dell’assegno sociale INPS (circa 7.000 euro annui), aumentato del 50% per ogni familiare da ricongiungere. Per due o più figli minori di 14 anni, senza altri familiari adulti, si applica invece un importo fisso pari al doppio dell’assegno sociale. Il reddito può includere anche quello dei familiari conviventi già regolarmente presenti in Italia e iscritti nello stesso stato di famiglia. Oltre al reddito, è necessario dimostrare la disponibilità di un alloggio idoneo, conforme ai requisiti igienico-sanitari previsti dal Comune di residenza, che rilascia un apposito certificato di idoneità alloggiativa. I passaggi della procedura 1. Richiesta del nulla osta La domanda si presenta online tramite il portale dello Sportello Unico per l’Immigrazione, allegando titolo di soggiorno, documentazione reddituale, certificato di idoneità alloggiativa e prova del legame familiare (tradotta e legalizzata). Lo Sportello Unico verifica i requisiti e acquisisce il parere della Questura. 2. Rilascio del nulla osta La legge prevede un termine massimo di 150 giorni per il rilascio, anche se nella pratica i tempi effettivi possono variare in base alla Prefettura. Il nulla osta ha una validità di 6 mesi. 3. Richiesta del visto Una volta ottenuto il nulla osta, il familiare deve richiedere il visto di ingresso per motivi familiari presso l’Ambasciata o il Consolato italiano competente nel paese di origine. In caso di dubbi sul legame di parentela, il Consolato può richiedere ulteriori verifiche, incluso un test del DNA per i figli. 4. Permesso di soggiorno in Italia Una volta arrivato in Italia, il familiare deve richiedere il permesso di soggiorno per motivi familiari entro 8 giorni dall’ingresso, presso la Questura competente. Un percorso diverso per i familiari di cittadini italiani Se il familiare da ricongiungere è legato a un cittadino italiano o dell’Unione Europea, la procedura è diversa e generalmente più rapida: non serve il nulla osta dello Sportello Unico, non si applicano i requisiti di reddito e alloggio previsti per il ricongiungimento ordinario, e il visto per motivi familiari viene rilasciato gratuitamente. Gli errori più comuni da evitare La maggior parte dei rallentamenti nasce da problemi evitabili: documenti non tradotti o legalizzati correttamente, certificati di parentela incompleti, importi di reddito calcolati in modo errato, o categorie di familiari non effettivamente ammesse dalla legge. Verificare ogni requisito prima dell’invio è il modo migliore per evitare richieste di integrazione o, nei casi peggiori, un diniego. Come Etnopoint può aiutarti Etnopoint Immigrazione segue l’intera pratica di ricongiungimento familiare: dalla verifica dei requisiti di reddito e alloggio, alla raccolta e legalizzazione dei documenti, fino al monitoraggio della domanda presso lo Sportello Unico e il Consolato. Il nostro obiettivo è portare la tua famiglia in Italia nel modo più semplice e sicuro possibile. Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo informativo generale e non sostituiscono una consulenza personalizzata. Normativa, importi e tempistiche possono variare: per una valutazione della tua situazione specifica, contatta il nostro team.